Allevamento Blu di Russia PRIMALUX riconosciuto ANFI – FIFe

Mi chiamo Francesco, vivo e lavoro a Milano. Dal 2005 ho il piacere di avere in casa un Blu di Russia. Sin dal primo momento sono stato rapito dai Blu di Russia, dal loro aspetto elegante e dal loro carattere affettuoso ed intelligente: ho quindi deciso di  allevarli con l’affisso PRIMALUX registrato in FIFe. Ad oggi non potrei immaginare la mia vita senza uno dei miei adorati quadrupedi.

La passione e l’interesse per i gatti è continuata negli anni: ho cercato di partecipare attivamente alla vita della mia Associazione, di organizzare eventi e manifestazioni, e nel 2018 sono diventato Giudice FIFe per la Categoria 4, categoria espositiva nella quale vengono giudicati i Blu di Russia insieme ad altre razze di gatti a pelo corto.

Carattere dei gatti Blu di Russia

Non è semplicissimo descrivere il carattere di un Blu di Russia. Ci sono alcune caratteristiche comuni, ma la loro intelligenza rende ogni individuo unico. Tendenzialmente il Blu di Russia è un gatto di grande compagnia, che si lega con sentimenti quasi “umani” al suo proprietario. Sono gatti piuttosto attivi ed intraprendenti, a cui piace correre e giocare, ma che al contempo amano una vita tranquilla e regolare.

Si adattano tranquillamente ai ritmi di persone single ed alla vita d’appartamento. Sono degli ottimi compagni di gioco per i bambini e non disdegnano la convivenza con i cani. Il Blu di Russia ha percezione e comprensione dei divieti, ma molto spesso la curiosità e la cocciutaggine hanno la meglio.

Pur non amando le forzature, è un gatto che necessita del contatto con il suo proprietario: ha bisogno del suo sguardo, della sua mano, della sua attenzione. Molti ed impagabili saranno i momenti di tenerezza con un Blu di Russia: quando si è stesi sul divano, quando si è a letto o semplicemente quando si apre la porta e lo si trova lì, seduto, ancora assonnato a darci il “bentornato”.

Salute e cura

Il Blu di Russia è generalmente un gatto molto sano e robusto, che non necessita ci cure e attenzioni particolari. La razza non presenta patologie genetiche ricorrenti, grazie ad una selezione piuttosto accorta e alla caratteristica di “razza naturale” – cioè presente in natura e non creata. Molto spesso un Blu di Russia va dal veterinario solo per le vaccinazioni annuali.

L’alimentazione può essere sia umida che secca, ma si consigliano sempre alimenti completi di ottima qualità ed un giusto apporto di acqua fresca.

Il pelo, corto e soffice, non necessita di particolari attenzioni: salviette umidificate e una spazzolata una volta alla settimana possono bastare. Ovviamente nel periodo della muta potrebbe essere necessaria una spazzolata in più.

La sterilizzazione dei gatti che non sono destinati alla riproduzione è una pratica necessaria al fine di evitare problemi di salute legati all’accumulo di ormoni nell’organismo, quali tumori e piodermiti.

Gli interventi di sterilizzazione sono oramai molto semplici e veloci e non comportano rischi. Il gatto sterilizzato è un gatto più rilassato e tranquillo, che mantiene il suo carattere dolce e, se opportunamente stimolato, attivo.

La vita media di un Blu di Russia è di 15 anni, ma sono numerosissimi i gatti che arrivano tranquillamente ai 20 anni.

Storia della razza Blu di Russia

Si ritiene che i Blu di Russia siano stati introdotti in Europa dai marinai del porto di Arkangelsk in Russia Settentrionale. Le loro origini, tuttavia, non sono ancora del tutto chiare. E’ stato un gatto molto apprezzato dalla Casa Reale Russa, pare infatti che la Zarina Elisabetta ne avesse riempito il Palazzo di San Pietroburgo.

Il Blu di Russia ha fatto le sue apparizioni al Crystal Palace di Londra alla fine del 900, ma ha avuto un proprio standard solo nel 1912. Le guerre mondiali hanno quasi portato all’estinzione la razza e il loro salvataggio si deve solo all’amore e alla dedizione di alcuni allevatori, tra cui una delle più celebri è Mrs Rochford. Il salvataggio ha avuto però un costo: c’erano pochi gatti di sangue puro e quindi si è dovuto ricorrere ad incroci con altre specie, soprattutto siamesi Blue point, che hanno allontanato il Blu di Russia dal suo standard.
In seguito si è cercato di recuperare le caratteristiche originarie, e dal 1966 è stato approvato un nuovo standard.



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